Luglio 19, 2026

Empatismo, il movimento di Menotti Lerro che punta a ridefinire il ruolo dell’Arte contemporanea

Dalla teoria dell’Arte Totale ai progetti di valorizzazione del territorio: il percorso del movimento fondato nel 2020 continua ad attirare l’attenzione di studiosi, artisti e istituzioni culturali in Italia e all’estero.

 

Nel panorama culturale contemporaneo, l’Empatismo si è affermato come una delle esperienze artistiche più aggreganti e innovative degli ultimi anni. Fondato nel 2020 dal poeta, scrittore e critico letterario Menotti Lerro, il movimento propone una riflessione rivoluzionaria sul ruolo dell’Arte nella società, individuando nell’Empatia il principio capace di orientare la produzione culturale e il dialogo tra discipline, artisti e pubblico.

Così come confermano diverse testate nazionali e internazonali, l’Empatismo rappresenta il primo grande movimento artistico del nuovo millennio, con l’ambizione di raccogliere l’eredità delle avanguardie storiche attraverso una nuova prospettiva filosofica ed estetica. In pochi anni il progetto ha dato vita a una rete solida che coinvolge artisti, studiosi, università e istituzioni culturali.

Un manifesto per una nuova idea di Arte

Le basi teoriche del movimento sono contenute nel Nuovo Manifesto sulle Arti, elaborato nel 2019 da Menotti Lerro insieme ad Antonello Pelliccia, già direttore della sezione Design dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Il documento individua nell’empatia il valore fondante di una concezione dell’Arte orientata al dialogo e alla relazione, superando modelli considerati autoreferenziali.

Tra i simboli dell’Empatismo emerge la figura di Unus, l’Artista Totale: una rappresentazione mitica dell’unità tra le arti e della ricomposizione della creatività dopo la frammentazione post-modernista (ed è proprio l’Empatismo a sancire ufficialmente la fine di quest’ultimo, entrando pienamente in un’era post post-modernista). Attorno a questa visione si è sviluppata una comunità internazionale composta da oltre 350 “Maestri Empatici”, provenienti da ambiti che spaziano dalla poesia alle arti visive, dalla musica alla filosofia e alla ricerca universitaria.

I riconoscimenti internazionali

L’Empatismo ha ottenuto negli anni l’adesione di personalità di rilievo del panorama culturale internazionale. Tra queste figura la scrittrice polacca Olga Tokarczuk, Premio Nobel per la Letteratura, la cui partecipazione viene considerata uno dei riconoscimenti più significativi ricevuti dal movimento.

Un altro tassello del progetto è rappresentato dal Premio Internazionale Cilento Poesia, sostenuto per tre annualità dal Ministero della Cultura e oggi giunto all’undicesima edizione. Tra i premiati figura anche lo scrittore norvegese Jon Fosse, anch’egli Premio Nobel per la Letteratura. Il riconoscimento, promosso dal Centro Contemporaneo delle Arti (CecArt), si è progressivamente trasformato in uno spazio di incontro tra autori, artisti e studiosi provenienti da diversi Paesi.

Il Cilento come laboratorio culturale

Uno degli aspetti più originali del progetto riguarda il legame tra cultura e territorio. Lerro ha promosso inizialmente il Triangolo Culturale del Cilento Antico, che collega Omignano, definito “Paese degli Aforismi”, Salento, individuato come “Paese della Poesia”, e Vallo della Lucania, sede del CecArt.

Da questa esperienza è nata successivamente la Piramide Culturale del Cilento, una rete composta da venticinque comuni che condividono iniziative dedicate alla valorizzazione artistica e identitaria del territorio. Al vertice simbolico del progetto si colloca il Monte Stella, luogo ricco di significati storici e culturali, con il megalite denominato Pietra del Bastardo (in dialetto: Mulacchio), assunto nella narrazione empatica come simbolo di rigenerazione.

L’obiettivo dichiarato è quello di favorire lo sviluppo culturale delle aree interne attraverso festival, mostre, residenze artistiche, percorsi formativi e attività di ricerca.

Nasce l’Empathic Tour

Tra le iniziative più recenti figura l’Empathic Tour, un percorso esperienziale pensato per accompagnare studiosi, artisti e appassionati alla scoperta dei luoghi che hanno contribuito alla nascita dell’Empatismo.

Il progetto unisce turismo culturale e valorizzazione del patrimonio artistico del Cilento, proponendo itinerari tra musei, archivi, installazioni, paesaggi e centri culturali. La partenza dei primi partecipanti rappresenta il primo passo di un’iniziativa destinata ad ampliarsi. Justyna Kowalczyk (Polonia), Alvaro Revello (Uruguay) e Francesco D’Episcopo (Italia) i primi tre storici viaggiatori.

Dalle radici teoriche alla “Empatia Totale”

L’Empatismo affonda le proprie radici in un lungo periodo di elaborazione definito Pre-empatismo, sviluppatosi tra il 2000 e il 2020. In questi due decenni sono stati pubblicati saggi, studi e volumi dedicati all’estetica, alla critica letteraria, alla filosofia dell’Arte e alla psicologia della creatività, contribuendo alla costruzione dell’impianto teorico poi formalizzato con la fondazione del movimento.

Tra le elaborazioni più originali proposte da Menotti Lerro vi è la distinzione tra Arte Empatica e Non-Arte Narcisistica. Secondo questa impostazione, la prima favorisce il dialogo con la collettività e la partecipazione emotiva, mentre la seconda viene descritta come una produzione prevalentemente autoreferenziale, centrata sull’affermazione dell’ego dell’artista. Una distinzione che ha alimentato un ampio dibattito critico e accademico.

In uscita un numero Monografico dedicato al Movimento Empatico da parte della rivista Il Foglio Letterario a testimonianza del grande fermento in atto. 

Cresce l’interesse di università e media

Negli ultimi anni l’Empatismo è stato oggetto di convegni, seminari universitari, pubblicazioni scientifiche e incontri promossi da accademie e centri di ricerca italiani e internazionali. Gli studiosi ne analizzano soprattutto l’impostazione interdisciplinare e il tentativo di ridefinire la funzione sociale dell’arte contemporanea.

Parallelamente è aumentata anche l’attenzione dei media. Il movimento è stato raccontato da numerose testate italiane e straniere, tra cui Corriere della Sera, Avvenire, Affaritaliani, Al Araby, Diario Las Américas, Book Riot e Greater Kashmir, contribuendo a far conoscere il progetto oltre i confini nazionali.

Una ricerca ancora in evoluzione

A sei anni dalla sua nascita, l’Empatismo continua il proprio percorso attraverso pubblicazioni, mostre, festival, premi e collaborazioni internazionali. Entrato nella fase definita “Empatia Totale”, il movimento prosegue nella ricerca di un modello artistico che unisca teoria, pratica creativa e valorizzazione dei territori.

L’obiettivo dichiarato resta quello di promuovere un’idea di Arte come spazio di relazione, conoscenza e partecipazione, in cui l’opera non rappresenti soltanto un’espressione individuale ma diventi occasione di dialogo e crescita condivisa. Un percorso che continua ad alimentare il confronto tra artisti, studiosi e istituzioni culturali sul futuro dell’Arte contemporanea.